La storia di Amouage Gold

Non potevo che inaugurare il primo post dedicato ad Amouage parlandovi della prima, mitica fragranza creata dal brand, Amouage Gold Woman.

Conoscete la storia di Amouage? È senza dubbio tra le più affascinanti. Il marchio nasce dalla volontà del sultano dell’Oman di valorizzare attraverso una linea di profumi non solo il patrimonio culturale del Paese, ma anche le sue bellissime materie prime, in particolare il cosiddetto silver franckincense, una pregiata varietà di incenso. L’idea è proprio quella di lavorare queste materie con il savoir faire dell’alta profumeria francese.

Nasce così Amouage Gold Woman, nel 1983. Il lavoro viene affidato – senza limiti di budget! – al grande maestro profumiere Guy Robert, già creatore di fragranze che hanno fatto la storia della profumeria, quali Caleche, Dioressence e Femme Rochas.

Per questo motivo è improprio definire Gold come una “tipica fragranza araba”. L’impronta orientale data dalle resine e dall’incenso viene qui utilizzata per dare un twist assolutamente originale alla classica fragranza floreale-aldeidata così tipica della profumeria moderna occidentale.

Amouage Gold Woman è senza dubbio un capolavoro che entra a pieno titolo tra le fragranze migliori in assoluto e più importanti della profumeria contemporanea, collocandosi come degno erede di Chanel n°5 e Joy di Jean Patou.

Amouage Gold Woman: le note della fragranza e la mia recensione

Come i grandi capolavori a cui fa riferimento, Amouage Gold si colloca nella famiglia delle fragranze floreali-aldeidate. Le materie prime sono così ben amalgamate che la fragranza riesce nell’intento di ricreare l’idea platonica del fiore, proprio come accade in Joy.

L’apertura inconfondibile delle aldeidi dà subito l’impronta innegabilmente rétro, elegante e sofisticata, tipica dei profumi di questo gruppo (basti pensare a Chanel n°5), con una sensazione un po’ frizzante e saponosa. Eppure, Gold non è da confondersi con i celebri predecessori, si tratta piuttosto di un omaggio, una citazione che porta a una nuova creazione originale. Il cuore floreale reca le note di rosa, mughetto e gelsomino, ma si tratta piuttosto di un’astrazione floreale, in cui i singoli fiori non sono distinguibili e a sé stanti.

Le note di fondo sono quelle che rendono questo profumo così intenso, particolare e “importante”. C’è una leggera nota animalica che nella versione pre-riformulata presumo dovesse essere molto più presente e preponderante. Accanto, resine e incenso – che dona struttura all’intera fragranza – donano profondità e calore, rendendo Gold estremamente avvolgente e ammaliante.

Leggendo varie opinioni e recensioni si ha come l’impressione che Gold sia un profumo poco adatto a un indosso quotidiano e casual. Si va dalle persone che “non si sentono all’altezza” di portare questo profumo a chi lo definisce da “vecchia signora”. Sono completamente in disaccordo con questo modo di percepire il profumo e credo che sia profondamente sbagliato diffondere l’idea che la possibilità di godere di una fragranza dipenda dal nostro stato sociale. Vorrei che le donne avessero sufficiente sicurezza in se stesse per poter indossare liberamente ciò che le fa sentire bene senza venir continuamente giudicate da “uomini che odiano le donne” o “donne che odiano le altre donne” per quello che sono o che non sono, con la conseguenza che oggi – nel 2018 e nell’occidente “emancipato” – una donna non si senta “abbastanza” per indossare un profumo. Non è forse ora di avere il coraggio di vivere nel modo in cui ci sentiamo più felici?

 

 

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