Oggi parliamo di un capolavoro della profumeria che ha segnato tutto un genere di profumo e che forse oggi è un po’ sottovalutato. Sto parlando di Chanel n°19. Iniziamo a parlarne a partire dalla sua storia…
Chanel n°19 è stato creato dal successore di Ernst Beaux, Henri Robert e fu l’ultimo a beneficiare della direzione artistica di M.lle Coco. Con esso si volle creare un profumo innovativo e dirompente – un po’ come era stato per n°5 -, diverso da tutte le creazioni precedenti della maison. 19 in omaggio alla data di nascita di Coco Chanel.
Era il 1970 e per il mondo occidentale si apriva una nuova era di grandi cambiamenti sociali e non solo.
Chanel n°19: note olfattive e recensione
Chanel n°19 si caratterizza per le sue note verdi e floreali. Inconfondibile l’apertura fresca e verdissima del galbano, rinvigorente come una passeggiata nell’erba umida del mattino. Ecco che subito fa capolino un cuore fiorito di iris e mughetto, ma è il primo a dare il carattere distintivo alla fragranza, con quella nota talcata ma non eccessivamente poudrée, con un tocco leggero di ylang-ylang per conferire rotondità. È un iris vegetale che ha poco in comune con tutti quei profumi assimilabili al borotalco.
Il fondo è legnoso e aromatico, con note di muschio di quercia, un cuoio leggero e legno di sandalo.
Spesso è stato definito come una fragranza algida, glaciale, dall’animo tagliente. Sicuramente è stato creato per un’idea di femminilità forte e decisa, indipenndete e sicura della propria autodeterminazione. Che non cerca di piacere agli altri e per cui l’eleganza è in primo luogo un fatto mentale.
Una bellezza sì algida ma che indispettisce soltanto chi si sente minacciato da essa e vorrebbe sottometterla. Un’eleganza ineludibile dalla natura indomabile che sa decidere per sé e non ricerca il consenso.
Le mie impressioni si riferiscono (purtroppo) soltanto all’eau de parfum attuale, l’unica in mio possesso. Non posso che immaginare quanto potesse essere più complessa e profonda e migliore nelle performance. La versione moderna ha un buon sillage ma una persistenza piuttosto modesta, segno di infinite diluizioni? Forse si sarebbe trattato di una bellezza troppo dirompente e accecante per poter essere sostenuta dagli uomini e le donne di oggi.
