Ok, ammettiamolo subito. Ho acquistato a scatola chiusa il profumo Alaïa della maison Alaïa Paris in seguito alla recensione a 5 stelle di Luca Turin nella nuova guida Perfumes: The Guide 2018. Non mi dispiace avventuarmi in acquisti al buio quando leggo recensioni di cui mi fido e, soprattutto, l’investimento a rischio è molto contenuto. Il profumo Alaia si trova facilmente online a un prezzo che sicuramente invoglia all’acquisto. Senza considerare che ho sempre ammirato l’arte del grande e compianto Azzedine Alaïa, scomparso nel 2017, due anni dopo il lancio di questo profumo.

Devo dire che sta diventando sempre più raro trovare qualche bella uscita degna di nota nelle normali profumerie commerciali (anche se le cose carine ci sono eccome, ma si perdono un po’ tra millemila lanci che disperdono l’attenzione e l’interesse). Sicuramente Alaïa non è l’inflazionatissimo fruitchouli o fruity floral confettoso che domina le vendite. Alaïa è un profumo fiorito-muschiato-cuoiato, sul genere della eau de parfum di Bottega Veneta.

Partiamo col dire che la bottiglia è veramente bellissima, oserei dire degna dello stile di Azzedine Alaïa. Non sono sicura di poter dire la stessa cosa del jus all’interno, però…

Recensione di Alaïa, il profumo voluto da Azzedine Alaïa

Sicuramente si tratta di una fragranza sofisticata. Trovo però che manchi di quel tocco sorprendente, innovativo e geniale. Manca un po’ del glamour e della capacità di osare. Anche se è lo stilista a raccontare di come questo profumo evochi per lui una memoria olfattiva della sua giovinezza, il ricordo di quando sua nonna gettava l’acqua sulle pietre scaldate dal sole della sua casa a Tunisi per rinfrescarla. E se chiudo gli occhi riesco a evocare quella particolare immagine. Per me è l’evaporazione dell’acqua usata per i fiori sulle pietre del selciato in una giornata di agosto afosa e assolata.

L’apertura è leggermente piccante, stuzzica il naso con la nota di pepe rosa. Il cuore fiorito di fresia e peonia è leggero, non invadente, delicato come un soffio e si amalgama perfettamente ai muschi dall’effetto seconda pelle. Sul fondo aleggia un sentore di cuoio addomesticato, non aggressivo. Ritrovo quell’atmosfera umida e con note minerali che dovevano far parte dell’idea iniziale. Credo però che più che rappresentare l’estetica della maison appartenga più all’universo privato del couturier.

Non me ne sono innamorata, devo ammetterlo. Mi piace indossarlo un po’ come passepartout, quando voglio passare inosservata e tingermi di grigio. Se avesse avuto un’apertura più ariosa, un po’ di luminosità in più l’avrei apprezzato di più. Anche il dry-down si perde un po’ purtroppo, un problema comune a tante fragranze contemporanee.

Pin It on Pinterest

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi