Jean Claude Ellena e il profumo

È innegabile che Jean Claude Ellena sia stato una figura fondamentale nel definire la profumeria degli ultimi anni, in particolare dagli anni ’90 in poi. Ellena ha fissato lo standard per le fragranze eteree, astratte, come quadri dipinti con gli acquarelli. Le sue sono costruzioni olfattive sempre caratterizzate dalla trasparenza, introducendo in profumeria il concetto di minimalismo, ma non per questo semplicistiche. Anzi, il suo più grande merito è stato quello di rendere interessante la leggerezza, dimostrando come la levità non deve per forza essere segno di disimpegno.

Eppure, c’è stato un Jean Claude Ellena prima di Jean Claude Ellena, ma i suoi primi esperimenti olfattivi saranno protagonisti di altri post. Oggi, vorrei parlarvi di uno di quei profumi che hanno segnato la profumeria maschile dei tempi più recenti, marcando un punto fondamentale della profumeria contemporanea. Sto parlando del profumo Declaration di Cartier, creato alla fine degli anni ’90 – nel 1998 per essere più precisi -, un punto di riferimento per una nuova sensualità olfattiva.

Pensate che sia possibile creare un profumo speziato, legnoso e inequivocabilmente sensuale senza calcare la mano? Ebbene, Jean Claude Ellena ha mostrato come sia possibile realizzare tutto questo nella leggerezza, nella freschezza e nella trasparenza. Un’intimità corporea rarefatta, evocativa ma non urlata, una promessa esplicita ma non scontata.

Declaration Cartier: note olfattive e recensione

Declaration di Cartier è un profumo legnoso, aromatico, speziato, creato per un pubblico maschile. Racconta una mascolinità sicura di sé, mai volgare, ma presente in tutta la sua essenza corporea. Fa viaggiare con la mente, allontanando sovrastrutture borghesi. È un profumo che parla di natura, radicale nella sua essenzialità, ma capace di rendere tutta la complessità di una natura fatta di carne.

Le note di testa sono aromatiche, verdi grazie all’artemisia, con già un accenno di spezie grazie al coriandolo, con una spruzzata di freschezza data dagli agrumi. Tutte note molto care ad Ellena, e che ritroveremo nelle sue composizioni “tipiche”. Via via il cuore si scalda e diventa piccante grazie al pepe nero, e si “sporca” di note animaliche date da una combinazione di legno di betulla e cumino. L’evoluzione fa sì che non ci sia mai una deriva orientale-ambrata, ma piuttosto legnosa e secca, grazie al legno di cedro e al vetiver. Non può non evocare la riorchestrazione di Ellena della Eau d’Hermes, creata da Edmond Roudnitska

Come tutti i profumi, per me è assolutamente portabile anche da una donna forte, indipendente e refrattaria alle costrizioni dei ruoli sociali. Di certo il risultato è incredibilmente affascinante.

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