Un profumo “commerciale” sottovalutato

Spesso andiamo in cerca di chimere e unicorni quando in realtà quello che cerchiamo davvero è più vicino di quanto pensiamo. Vi confesso che le mie più recenti ossessioni olfattive sono i chypre fruttati – che da poco ho scoperto di amare alla follia – e i profumi con una spiccata nota di gardenia. All’inizio ho orientato la mia ricerca nel mondo dei profumi di nicchia, ma nessun profumo sembrava possedere le caratteristiche che cercavo: in primis, rotondità e cremosità, in un’accecante “bianchezza”.

Poi, complice una rilettura la Guida dei Profumi più celebre, mi ha indicato una strada che avevo sottovalutato. Quanto spesso infatti soprassediamo i profumi commerciali pensando erroneamente che non vi troveremo mai un profumo all’altezza delle nostre aspettative?

Vi confesso che prima della lettura non conoscevo Gucci Rush e forse non l’avevo mai nemmeno notato tra gli scaffali. Il packaging, una sottile scatoletta in plastica rossa, è strepitoso. E così sono venuta a sapere che si tratta dell’ultimo profumo disegnato da Tom Ford nei panni di direttore creativo della maison. In effetti, è molto in linea con la sua estetica, molto più che la linea di profumi che oggi porta il suo nome.

Gucci Rush è un profumo del 1999 e porta la firma di Michel Almairac, creatore di tante belle creazioni della profumeria, come le eau de parfum di Bottega Veneta, Chloé, Casmir di Chopard, Fahrenheit di Dior…

Personalmente mi ritengo molto poco snob in fatto di profumi e ritengo che la qualità non dipenda né dal prezzo né tantomeno dalla distribuzione, e che la fuffa si nasconde tanto tra i must have più mainstream che tra le “visioni artistiche” più o meno millantate. E, a mio modestissimo parere, Gucci Rush rimane un gran bel profumo. Non ho idea se sia attualmente ancora in commercio, ma si trova facilmente online a un prezzo più che friendly. Un blind buy molto fortunato, devo dire.

Gucci Rush: note olfattive e recensione

Dicevamo, i chypre fruttati e la gardenia. Ho rischiato con un acquisto al buio basandomi su sole descrizioni e ho trovato esattamente il profumo che stavo cercando. Gucci Rush non è un profumo per ragazze timide. E nemmeno troppo bon ton. È un profumo, come direbbero gli anglofono, unapologetic. Sfacciato, sfrontato, irriverente. E, per questo, assolutamente irresistibile. Appartiene alla stessa famiglia olfattiva di Mitsouko ma non potrebbe esserne più lontano nello spirito, pur conservando la caratteristica che me li fa amare entrambi. Trattasi dei lattoni, i responsabili della nota pescata, cremosissima, lattea e vellutata e che caratterizzano la struttura di questi chypre fruttati.

In Gucci Rush li troviamo affiancati da una bellissima gardenia, incredibilmente candida e soffice, che avvolge con una dolce carezza insieme alla fresia e a un pizzico di coriandolo. Il cuore vellutato e fiorito con tocchi di rosa e gelsomino apre la strada a un fondo caldo e avvolgente, di vaniglia e patchouli con un tocco di vetiver che dona profondità e riesce a calibrare la dolcezza della composizione, evitando che risulti stucchevole.

Un piccolo, sottovalutato, capolavoro imperdibile per tutti gli amanti dei fiori bianchi e delle grandi strutture classiche della profumeria “come si deve”.

 

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