Guerlain Mon Guerlain Review: la mia recensione (da sample)

E così, è arrivato il momento fatidico del lancio ufficiale da parte di Guerlain della nuova fragranza Mon Guerlain. Il lancio era stato largamente anticipato dall’annuncio della nuova testimonial – cosa piuttosto inusuale per la maison -, vale a dire Angelina Jolie. La risonanza mediatica è stata enorme e non sono mancate le controversie. Nonostante Angie sia ambasciatrice ONU, sempre molto attiva e coinvolta per la difesa dei diritti umani, la scelta non è piaciuta a una larga parte di pubblico (a quanto pare) per svariati motivi: i rumor attorno al suo peso, lo “scandalo” del divorzio o più semplicemente perché ai tradizionalisti piace pensare Guerlain come più elitaria e lontana dalle logiche commerciali dello show-biz.

Tutto ciò ha in qualche modo offuscato il profumo stesso. Secondo fonti autorevoli Mon Guerlain altro non sarebbe che un rilancio del profumo limited edition Mon Exclusif. Purtroppo, non ho avuto modo di annusare Mon Exclusif, ma da più parti ho letto che nella nuova riedizione Mon Guerlain sarebbe stato reso più “appetibile” ai gusti del mercato di massa.

mon guerlain

 

Da parte mia, non posso giudicare questo aspetto e mi limiterò a condividere le mie impressioni dopo aver annusato un paio di sample gentilmente fornitimi appena prima del lancio.

Mettiamo subito le mani avanti. Siamo di fronte a un profumo commerciale che vuole piacere al largo pubblico e vuole – ovviamente! – vendere il più possibile. Dati questi presupposti, studiare e andare incontro ai gusti del proprio target è l’ovvia cosa da fare. Quindi, bando agli snobismi.

Detto ciò, siamo di fronte a una fragranza piacevole, femminile, elegante ma non pretenziosa. Divertente e frivola. Naturalmente, si inserisce sul filone delle tendenze profumi commerciali degli ultimi anni dominati da una bulimia di zucchero bianco e fiorellini dall’anima eterea. E tuttavia riesce a conservare un’impronta (un’eco?) della grande tradizione del marchio.

La cosa ottima è che non è una overdose di stucchevolezza. Non siamo in presenza dei grandi classici della maison, ma l’impronta di Guerlain c’è e bene o male si sente.

In apertura c’è una lavanda leggera e aromatica, animata da una nota limonina appena percettibile. Il cuore fiorito è fresco e primaverile, prima di evolvere in una vanillina dalle note poudré.

Non assomiglia in nulla a Jicky, o forse potremmo dire che è il Jicky del 2017? Ogni profumo è figlio e specchio del suo tempo, che ci piaccia o no.

 

 

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