La storia del profumo di Lolita Lempicka

Nello scorso post avevo evocato la fragranza forse più polarizzante della storia, Angel di Mugler. Ebbene, tornerò a parlarne anche questa volta. D’altronde non si può fingere che Angel non abbia fissato uno standard della profumeria che ha influenzato tantissime creazioni profumate successive.

Oggi vorrei infatti parlarvi del profumo Lolita Lempicka. Quanto spesso capita che un profumo ispirato a un altro rimanga nel tempo considerato come un altro capolavoro a sua volta?

Lolita Lempicka è stato lanciato qualche anno dopo Angel, nel 1997. È una creazione di Annick Menardo, la stessa che ha realizzato altri capolavori come Bvlgari Black e Hypnotic Poison, sempre sul finire degli anni ’90.

Innegabilmente Lolita Lempicka si è ispirata al predecessore gourmand per eccellenza, ma si tratta nondimento di una composizione così originale e incantevole da meritare di essere ricordato come un profumo eccellente a sé stante, soprattutto se si considera che si pone in contrasto con Angel, pur appartenendo alla stessa famiglia olfattiva.

La recensione del profumo di Lolita Lempicka

La meravigliosa caratteristica di Lolita Lempicka è quella di essere un profumo non semplicemente dolce, ma una composizione piena di sfaccettature, luci e ombre, che non passa inosservato. Come ben messo in evidenza dalla bellissima boccetta, è un profumo magico, stregato, intriso di mistero e assolutamente affascinante. È il profumo degno di una strega ammaliatrice.

Ma con l’abilità di non prendersi troppo sul serio. È divertente, impertinente, giocoso ma mai banale né infantile.

L’apertura evoca un elisir irresistibile, che sorprende e di cui non si potrebbe più fare a meno. L’accordo di base che fu creato per Angel di patchouli-pralina viene qui ripreso e reinterpretato completamente, togliendo stucchevolezza e aggiungendo una verde leggiadria di note di violetta, iris e anice aromatico incredibilmente (e sorprendentemente) di classe. La dolcezza emerge lentamente con un accordo di ciliegie caramellate, ma questo lato da iperglicemia viene compensato da un’altra nota verde e legnosa, questa volta il vetiver che emerge dal fondo insieme alla liquirizia.

Un profumo imperdibile per tutti gli amanti dei profumi intensi, golosi ma che non sono mai riusciti ad amare completamente Angel. Un grande classico da riscoprire e rivalutare.

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