1001 Nobile 1942: la mia recensione

Oggi vorrei parlarvi di un profumo che mi è stato presentato durante Esxence 2017. Si tratta di 1001 di Nobile 1942, a mio avviso una delle uscite più pregevoli e particolari di quell’anno.

Il progetto olfattivo è nato dal voler ricreare un profumo che recasse in sé l’idea stessa della scrittura. Come tutti immaginerete, non è affatto facile rappresentare attraverso un profumo un concetto astratto dal significato così universale.

Questa idea mi ha colpito in particolar modo, poiché bene o male è da tutta la vita che mi occupo di scrittura. Attualmente è il mio lavoro di beauty editor, ma 1001 di Nobile 1942 mi riporta con la mente alla mia vita precedente in cui mi sono occupata di ricerca sulla storia del pensiero medievale.

Ecco, se dovessi associare questo profumo a una memoria olfattiva è proprio alle ore infinite passate su libri antichi e manoscritti. A ciò contribuisce in realtà anche il nome stesso della fragranza, 1001 è infatti il riferimento al libro delle Mille e una notte in cui Sheherazade, notte dopo notte, racconta delle storie per sopravvivere. Non poteva che rievocare nella mia mente tutta l’influenza che la cultura araba ha avuto sul pensiero latino durante il medioevo, in particolare associo questo profumo alla Metafisica di Avicenna. Curioso, vero, come i profumi vengano associati in maniera così forte alle esperienze della nostra vita.

1001 di Nobile 1942: le note della fragranza

Il naso Luca Maffei, non poteva partire che dalla nota di papiro, il supporto che anticamente veniva utilizzato per scrivere. La fragranza è legnosa, speziata, del tutto unisex. Incredibilmente rasserenante, nondimeno solletica la mente invogliandola a compiere viaggi lontani.

L’apertura è decisamente frizzante e fresca, con note agrumate di bergamotto, una nota piccante di pepe e tutto l’aroma frizzantino dello zenzero. Piano piano si fa strada il cuore dove emerge un’anima fiorita di rosa delicata, arrotondata dal papiro e resa carezzevole dall’iris, mentre danzano attorno delle spezie che richiamano mondi antichi e lontani (zafferano, curcuma). Il fondo, come già accennato, è legnoso, in cui il legno di sandalo e reso più morbido da un patchouli e una vaniglia poco invadenti, mentre la profondità viene amplificata dall’ambra e dal muschio.

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