Ho avuto la fortuna di partecipare alla presentazione stampa italiana del marchio di profumi di nicchia Ex Nihilo, ricevendo French Affair come press sample. Ho trovato l’intera linea sofisticata, elegante, con creazioni assolutamente pregevoli (alcune sono finite direttamente in wish list). Purtroppo, però, French Affair rientra in quel genere di fragranze di cui ammiro costruzione e realizzazione, ma che su di me funzionano poco. C’entra, ovviamente, il mio solito problema con il patchouli che già mi ha impedito di innamorarmi di profumi come L’Eau d’Ambre Extreme. Qui siamo in un altro mondo olfattivo, eppure il risultato non cambia.

Ex Nihilo French Affair: la recensione

Iniziamo con gli elementi che aprezzo moltissimo in questa fragranza. Ex Nihilo French Affair ha sicuramente il merito di riportare on trend la costruzione chypre, così misinterpretata e maltrattata in tempi recenti. Il riferimento è ovviamente alla celeberrima creazione di Coty che, agli albori della profumeria moderna, volle celebrare le atmosfere olfattive dell’isola di Cipro. Da qui il nome (in francese) che in italiano viene tradotto malamente con cipriato, dando luogo a infiniti fraintendinemnti con l’accordo talcato. In realtà i chypre con i talcati hanno proprio poco a che fare.

La più classica struttura chypre si apre con note di testa agrumate, in particolare di bergamotto, mentre si apre un cuore fiorito dove non dovrebbe mai mancare la rosa, per poi chiudersi con note di fondo di muschio di quercia e patchouli.

In Ex Nihilo French Affair troviamo questa struttura classica con un twist originale, nato da un preponderante litchi in apertura che indulge per tutta l’evoluzione della fragranza. Obiettivamente, è un profumo assolutamente delizioso. Raffinatissimo, molto francese, e con un’eleganza dal sapore vintage.

Entrando nel campo dei gusti personali, su di me non ci siamo proprio. L’accordo fiorito-legnoso-fruttato di rosa, litchi e patchouli sulla carta funziona molto bene, ma una volta amalgamato con il pH della mia pelle assume un mood decisamente troppo seventies, dove la rosa e il patchouli diventano troppo importanti nella loro presenza, quasi soffocanti, e il litchi non aiuta a portare freschezza, ma anzi aggiunge una dolcezza altrettanto pesante.

Un bellissimo lavoro, ma non per me.

Pin It on Pinterest

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi