Ho un rapporto piuttosto strano con i profumi di Frederic Malle. Li ho studiati quasi tutti, me ne sono piaciuti moltissimi, eppure nessuno mi ha spinto in maniera irrefrenabile all’acquisto, per svariati motivi. Possiedo in full size soltanto Musc Ravageur, ma è stato un gentilissimo dono dell’ufficio stampa in occasione dell’apertura milanese del marchio. A questo proposito, vorrei spendere due parole per il gentilissimo staff che gestisce il punto vendita di via Verri. Ogni volta mi accolgono con gentilezza squisita e si prodigano nel farmi esplorare le fragranze senza alcuna pressione.

Oggi voglio parlarvi di un profumo cult del marchio, Carnal Flower, creato da Dominique Ropion, considerato come il migliore profumo alla tuberosa sul mercato, insieme a Fracas. A mio avviso, è uno studio emblematico su questo fiore incredibile nei suoi aspetti verdi. Così come Fracas ne esplora la dolcezza opulenta, la Tuberose n°3 Animale di Histoires de Parfums ne esplora gli aspetti indolici e animalici e Tubéreuse Criminelle ne porta all’estremo l’aspetto canforato.

Carnal Flower Frederic Malle review: la mia recensione

Non è un profumo per timidi. O per chi è alla ricerca dei profumi floreali-fruttati con un fondo da seconda pelle che vanno tanto di moda oggi. È un profumo polarizzante, o lo ami o lo odi, un po’ come accade per le altre 3 tuberose “standard” che ho menzionato sopra. Detto ciò, non si tratta di un profumo difficile da portare, l’ho sentito su diverse persone addosso e credo si adatti molto bene a diversi stili e personalità. Tuttavia, non è ciò che gli anglofoni definirebbero come un profumo “office safe”.

L’apertura investe in piena faccia come una ventata verde e freschissima. Dimenticatevi le tuberose anni ’80 da signora in pelliccia, perché questa versione è assolutamente contemporanea, un profumo unisex perfettamente adatto ai nostri tempi.

L’immagine evocata è quella di un giardino dove la vegetazione prevalente è verde, al mattino, umida di rugiada. Nelle note di testa è presente il melone che sulla mia pelle spesso dà problemi (il calone vira irrimediabilmente verso la marcescenza). Si intuisce l’aspetto indolico ma non è spiacevole. La tuberosa dalle sue sfaccettature verdi diventa via via più candida, lattea e rivela la sua cremosità (un’ombra di cocco?).

Il fondo è muschiato nella migliore interpretazione dei muschi contemporanei, sensuale, conturbante.

È un profumo protagonista, che attrae e distrae. Forse non l’ideale per il ristorante o il cinema, a meno di non voler attrarre proprio tutta l’attenzione su di sé.

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