Vi ho già raccontato quanto amo la possibilità che The Different Company offre di avere delle travel size delle fragranze con l’opzione dei refill (oltretutto molto convenienti?)

Oggi, dopo Bois d’Iris, voglio parlarvi di Majaina Sin, l’ultima se non erro ultima creazione del marchio. Un brand a cui mi sono avvicinata grazie alle più che positive recensione lette qua e là per la rete. Non volendomi avventurare in acquisti full size al buio, ho optato per una selezione di travel size da 10ml, tra cui appunto Majaina Sin. Scelto sostanzialmente in base alle note elencate. Un accordo goloso di castagna? Shut up and take my money! Non vi nascondo che speravo di ritrovare quell’accordo particolare, nostalgico e assolutamente vintage che tanto mi ha fatto innamorare di Nuit de Noel di Caron. In realtà, non c’è nulla di più distante.

The Different Company Majaina Sin: la recensione

Non posso proprio definire Majaina Sin come un profumo gourmand, nel senso di un profumo ai marron glacé. È dolce, dolcissimo in realtà, ma tutta questa sciropposità è data dalle note fiorite, più una buona dose di saccarina. Potrei definirlo come un florientale uber-dolce?

In testa troviamo la “solita” apertura fresca agrumata con un tocco di gelsomino che rende il tutto molto radioso alla prima annusata. La dose di zucchero – io non sento né vaniglia propriamente detta né eliotropio, ma proprio sciroppo di glucosio (pardon sciroppo d’acero!) – rimane costante per tutta l’evoluzione della fragranza. Piano piano emerge molto in lontananza un ectoplasma di cliché esotico visto da una prospettiva etnocentrica.

Zenzero non pervenuto, crema di marroni neppure, fava tonka idem.

Mi aspettavo un profumo molto invernale, gourmand ma particolare, senza una sovradose zuccherina, più foody che semplicemente dolce. Da una maison di profumi di nicchia mi aspettavo decisamente qualcosa in più in termini di creatività, in tutta onestà ritengo che di fioriti zuccherini gli scaffali di una profumeria commerciale offrano numerose alternative (a un costo decisamente inferiore). Lo zucchero rende sempre tutti più felici, ma ogni tanto abbiamo bisogno di un conforto cerebrale che vada oltre l’idea di un’isola tropicale grondante di sciroppo.

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